Fu un mercante errante che diede a jack i fagioli magici in cambio della sua mucca. Ma chi era veramente questo mercante?
Era un leprecauno, non tanto alto, che aveva una piccola casetta in una valle fuorimano.
Aveva una mucca da latte e si occupava del suo grande orto.
Curava tutto insieme a sua moglie Annalisa e gli abitanti delle città vicine venivano da lui per avere dei consigli e comprare prodotti del suo orto.
Il mercante racimolava qualche soldo anche quando andava nella grande città.
Aveva un spesso tomo ricco di storie fantastiche.
Si fermava e leggere quelle bellissime storie a chi si radunava attorno a lui, che generosi gli lasciavano qualche soldo.
Utilizzava un carretto trainato da un coniglio antropomorfo che il mercante aveva trovato in fasce sulla riva di un fiume.
Ecco la storia del mercante errante che appare nella storia di jack e i fagioli magici.
Ancora oggi lo si sente raccontare le sue belle storie negli angoli delle grandi città.
Autore: Pit
ROST
Tutti abbiamo sentito parlare dei quattro punti cardinali: Nord, Sud, Est, Ovest.
Nessun però conosce Rost.
Rost è situato al centro.
Nella Rosa dei venti se il Nord è raffigurato in alto, il Sud è al suo opposto, l’ Est a destra ed l’ Ovest a sinistra, al centro c’è Rost.
E’ una direzione che non esiste.
E’ una dimensione magica che indica il luogo dove vivono tutte le creature magiche, è dove le divinità riposano dopo aver creato i sogni più belli.
Rost non lo vedrete mai indicato su un libro di Geografia e non lo si può raggiungere, è un posto che si può solo sognare.
Il bosco delle cento magie
Dopo le vaste pianure verdi sorgeva un enorme bosco chiamato “il bosco delle cento magie”.
Questo nome era dovuto alle creature che lo popolavano e le magie che facevano. Elfi, draghi, streghe nani, troll… tutte queste abitavano nel bosco, ma nessuno riusciva mai a vederli, finché una bimba di nome Marta decise di visitare il bellissimo bosco.
Arrivò alle verdi pianure e poi dentro al bosco. In silenzio si distese su una morbida coperta fatta di fieno e si mise a dormire.
Dormiva così tranquillamente che non si accorse del nano borbottoso che la svegliò dicendole: “Signorina lei si è addormentata nel mio letto!”
“Mi scusi” – disse Marta.
“Di niente, mi puoi chiamare Borby, potrai venirmi a trovare quando vuoi. Ma adesso torna a casa! Ti staranno aspettando!”
“Ciao!” – disse Marta e piano piano se ne ritornò a casa.
La baita di legno
In mezzo al vecchio campo sorgeva una piccola baita.
I bambini di lì e là la chiamavano “la baita del vecchio” per una leggenda che diceva infatti abitava un signore che non era amico di nessuno, soprattutto i bambini.
Molti ragazzi avano fatto sfide di chi riusciva ad entrare, ma nessuno ci riusciva.
Finché Lara una bambina di quattro anni, andò nella vecchia baita e scoprì che invece di un signore che non amava i bambini, c’era un vecchiettino che amava i bambini.
Allora corse al villaggio e disse a tutti la notizia. Così tutti i bambini andarono a giocare con il vecchiettino che non si sentì mai più solo.
Lo spazio
La navicella era ormai nello spazio: la vista era incredibile, miliardi di miliardi di stelle, buchi neri, galassie… Viaggiarci dentro faceva venire tantissimo sonno: tutte quelle stelle erano bellissime.
In quel momento era giunta l’ora di approdare sulla luna.
La luna era bellissima, bianca, sembrava quasi ricoperta di formaggio!
Poi un’altra cosa che era bella della luna era la gravità, sulla luna non c’è e potevi fare salti alti un palazzo!
Se però mi chiedi qual è stata la cosa più bella, ti potrei dire che la Terra da qui ha un aspetto bellissimo!!!